Where are you, Icarus?
Le mie mani hanno cominciato a scavare freneticamente.
Sono mani che non scavano per nascondere o seppellire, ma per riesumare, riportare alla luce.
E’ arrivato dunque il momento terribile, scontrarsi con la necessità di recuperare i capitoli perduti. Una volta rimosso l’ostacolo, il blocco emozionale, il trauma della perdita, ho capito che per RIPARTIRE era necessario PARTIRE.
Che in inglese è omofono di abbandonare. Abbandonarsi alla ri-scrittura dunque, che come avevo previsto sta dando risultati diversi da quelli attesi. Forse il contenuto, già sedimentato, si è arricchito di nuove cose. La cosa bella è che i sentimenti sono ancora vivi, forse addirittura più esasperati dagli eventi trascorsi, dalle sofferenze passate e presenti.
Ma la cosa più importante è che sto scavando e non importa se il dolore mi ferisce le mani, so che riuscirò a ritrovare quegli “amabili resti”…scavo, fiuto le tue tracce, a volte mi sembra perfino di sentire la tua voce, pulsare il tuo cuore.
Ancora non riesco a rivederti nella tua pienezza, ma so che è solo questione di tempo: dovunque tu sia, Icaro, so che riuscirò sempre e comunque a ritrovarti.